Domenico Fratianni – Associazione Domenico Fratianni

Domenico Fratianni

Domenico Fratianni. Un uomo con la luce negli occhi. Una vita accesa dalla passione per l’Arte e per la sua Terra; un’opera densa, nutrita da una fervida immaginazione poetica.

Disegnatore, pittore, incisore molisano dalla spiccata sensibilità. Consegue l’abilitazione all’insegnamento del Disegno e della Storia dell’Arte compiendo le prime esperienze di insegnante in Sardegna, nella provincia di Nuoro, nei difficili anni del fenomeno del banditismo sardo. A Nuoro, nell’ambito di una rassegna interamente dedicata al disegno, conosce Carlo Levi e Umberto Terracini, figure di altissima caratura culturale, che rappresenteranno uno snodo cruciale nella sua vicenda personale ed artistica. La volontà di ampliare la gamma dei mezzi espressivi lo porta a frequentare, presso l’Istituto del Libro di Urbino, i corsi internazionali di Tecniche dell’Incisione. Qui nasce l’amore per la tecnica incisoria. Entra a far parte degli Incisori d’Italia quando Marc Chagall era patron e Carlo Carrà presidente. Dal 1965, quale esponente dell’Associazione degli Incisori Veneti, partecipa ad importanti mostre nazionali ed internazionali; la sua operosità e il suo talento si affermano. Conosce molti critici e artisti, soprattutto dell’area veneta, tra cui Trentin, Guadagnino, Zarotti e Pizzinato. Nel 1982 è un viaggio in Provenza a portare nuova linfa alla sua arte. Qui visita i posti cari a Picasso, Cézanne e Van Gogh. Da questa esperienza nasce l’ispirata raccolta di acqueforti-acquetinte dal titolo “Viaggio in Provenza”, che viene presentata proprio in Francia, presso l’Istituto di Cultura di Marsiglia. Nel periodo dal 1988 al 1996 incide circa un centinaio di opere in una trilogia ispirata alla “follia” di due grandi personaggi, Don Chisciotte e Robinson Crusoe, e a quella di un grande esponente della poesia italiana del secolo scorso, Dina Campana, per “I Canti Orfici”. Dall’anno 2000 al 2018 è Direttore Artistico della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di Campobasso, realtà molisana che nasce dal sogno di far diventare la sua Città centro italiano d’eccellenza di promozione e fruizione dell’arte incisoria. Col sostegno e l’amicizia di Giorgio Trentin (1917-2013) e dello storico dell’arte Floriano De Santi, tale sogno si concretizza e rinnova. Grandissimo appassionato e divoratore d’arte, ha continui rapporti dialettici, ma intensamente empatici, con critici, saggisti, poeti, incisori (Cimatti, Pierro, Luzi, Di Martino, Cambon, Croce, Fago, Trentin, De Grada, Dragone, Bettini, Apuleo, Civello, Milani, Compagnone, Jovine, Rimanelli, Micacchi). Grande amico di Osvaldo Soriano, col suo stile incisorio e pittorico, ne ricorda a tratti la crudezza e vividezza dei paesaggi e la sensibilità poetica del narrare. La sua è una grammatica tutta personale, che non prescinde dal lascito dei grandi Maestri. Le immagini, i colori, le linee, il tratto hanno reso la comunicazione del dolore asciutta, la testimonianza di un’evidenza abbagliante, perché dietro l’arte c’è la vita, la sensibilità praticata nella quotidianità come impegno inderogabile al fianco degli ultimi e al fianco della cultura artistica intesa mai come elemento autoreferenziale, ma come opportunità autentica. È stato iscritto all’Unione Nazionale Scrittori ed Artisti, membro dell’Accademia del Fiorino di Firenze e del Centro Diffusione Arte in Italia e all’estero di Roma. È stato per anni docente; ha insegnato presso l’Università degli Studi del Molise Laboratorio di Tecniche di Creazione Artistica nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

“Io sono un artista mediterraneo per tradizione culturale. Qualcuno mi ha detto che sono uno spagnolo in prestito al Molise, perché richiamo Velasquez, Picasso e tutta la tradizione culturale moderna: Gauguin, Van Gogh, Soutine. E che sono un espressionista, questo è quello che dicono i critici di me. Io sento di essere solare, mediterraneo e nello stesso tempo legato alla dimensione umana: credo nella capacità dell’uomo, dell’uomo al centro del mondo che dialoga con sé stesso, con i propri limiti, le proprie passioni, i propri amori, le speranze e le follie. Tutto questo è nel mio crogiuolo, dove l’immagine drammatica vieni a stemperarsi in una nota positiva. Sono un pittore mediterraneo espressionista tendente alla speranza.”

Domenico Fratianni è stato disegnatore, pittore e incisore. Ha sempre lavorato in Molise e per il Molise, comunque portando la sua Arte e la sua Terra nel mondo. Di lui hanno parlato in molti, sottolineandone la tensione morale e la potenza evocativa della sua opera. Uomo appassionato e artista fervido e fecondo, si è dedicato ai diversi linguaggi figurativi contestualmente. Il disegno è stato sempre funzionale a fissare l’Idea, le linee e le forme del suo messaggio, universale e profondo come i segni sul foglio o incisi sulla lastra, di rame e di zinco, come la pennellata carica di colori vivi e brillanti sulle sue tele. In tutto quello che ha lasciato c’è la sua passione per la vita e per gli uomini. Un interesse che potremmo definire verghiano per il mondo contadino in particolare, per i vinti della storia, per gli indifesi, gli ultimi. È stato più volte sottolineato il profondo legame tra Arte e Letteratura, nel percorso artistico di Fratianni, prova ne è la trilogia sulla follia creatrice di Don Chisciotte, Robinson Crusoe e Dino Campana; è stato evidenziato il suo amore per personaggi matti e perdenti che in realtà sono degli eroi: uomini puri e ostinati che, pur senza aver vinto una sola battaglia, si sono elevati al di sopra di una  quotidianità disillusa e rassegnata, non riuscendo ad accettarne le discrepanze, la superficialità. 

Affascinanti nel pensare che tutto possa sempre essere rimesso in gioco, e quindi di poter cambiare anche il mondo, nel senso più genuino del termine. Non a caso, perché Fratianni, con i suoi grandi valori e sognatore ad oltranza, a fatica riusciva ad affrontare i compromessi quotidiani, ad accettare l’ingiustizia. Con la sua arte ha sempre denunciato storture e bruttezze, nel suo tentativo mai stanco di trovare la Bellezza e di restituirla, senza fare proclami.

Nello scavo profondo, nel bianco e nero delle sue incisioni e negli olii accesi e materici, ha ritratto soprattutto i paesaggi del Molise e la sua gente umile, la poesia dello sforzo di chi la vita deve guadagnarsela e lo fa in silenzio, che è rispetto e non rassegnazione. Anche lui ha avuto dei Padri, certo, e come ha più volte detto, ha amato molto gli espressionisti: non è andato alla ricerca dei cliché, ma lui stesso ha riconosciuto in sé la stessa valenza, perché l’espressionismo è una corrente che va alla ricerca delle esplicazioni “dentro”, nelle impressioni dell’uomo, della sua sofferenza, della liricità, del suo modo di essere nel mondo. I grandi Padri non intervengono dunque come citazioni, piuttosto sono incontri spontanei, che non nascono da un voler essere come loro ma sono un naturale essere, un naturale ritrovarsi su strade convergenti.

1963-1964 – Mostra all’ aperto, Campobasso.
1965 – Nuoro, Galleria “Via Mazzini”.
1968-69 – Venezia, Galleria d’arte moderna “Traghetto”
1970/71 – Campobasso, Galleria d’arte “Il Punto”.
1972 – Taranto, Centro Internazionale “Magna Grecia”
1973 – Campobasso, Circolo Sannitico.
1974 – Venezia, Galleria d’arte “Segno Grafico”; Verifica ’74, Campobasso.
1975 – Acireale (Catania), Galleria d’arte “Accademia Ciclope”; Roma, Galleria d’Arte “Canovina”.
1976 – Omaggio a Levi e Scotellaro, Campobasso; Firenze, Galleria d’arte “Buca di Dante”.
1977 – Venezia, Galleria dell’Incisione “Venezia Viva”.
1979 – Roma, Galleria d’Arte “Formastudio”.
1981 – Campobasso, Circolo Sannitico; “Prima rassegna d’arte Campobasso”, Campobasso, Galleria Comunale. Campobasso, Galleria Comunale, “La Sagra rivisitata”.
1982 – Venezia, Galleria dell’Incisione “Venezia Viva”; Campobasso, Circolo Sannitico; Campobasso, Galleria Comunale.
1983 – Marsiglia (Francia), Istituto Italiano di Cultura; Galleria-Libreria “Remo Croce”, Roma.
1984 – Campobasso, Galleria Civica “Palazzo San Giorgio”
1985 – Pisa, Galleria d’Arte “La Pantera”
1986 – Campobasso, Galleria Civica “Palazzo San Giorgio”; Roma, Libreria-Galleria “Remo Croce” (rassegna di grafica); Roma, Foro Italico, selezione di opere grafiche di soggetto sportivo.
1987- Termoli, Castello Svevo.
1987 – 1988, Roma, Galleria-Libreria ”Remo Croce”.
1988 – Campobasso, Antologica di Pittura e Grafica.
1988-89 – Roma, Galleria-Libreria “Remo Croce”.
1989 – Colletorto, Torre angioina; Campobasso, Palazzo della Provincia, Don Chisciotte, liberamente tratto da Cervantes, opera grafica.
1990 – Roma, studio Canova, opere grafiche e pittoriche.
1991 – Parigi, Camera di Commercio Italiana per la Francia.
1992 – Roma, Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa.
1993 – Roma, Galleria-Libreria “Remo Croce”.
1994 – Istituto di Cultura di Aix-en-Provence (Francia), Palais de Congress.
1995 – Termoli (Campobasso), Galleria Civica d’Arte Contemporanea; Campobasso, palestra Istituto “L. Pilla”.
1996 – “Don Chisciotte, liberamente tratto da Cervantes” – Opera grafica, Roma,
Palazzo Istituto Spagnolo di Cultura. “II Cappello alla Rembrandt, omaggio a Dino Campana”, Roma, Libreria “Remo Croce”.
1997 – Montagano (Campobasso), Palazzo del Comune (Antologica).
1998 – Campobasso, Comando Militare Regionale del Molise (Rassegna di Pittura e
Grafica).
1999 – Ferrazzano (Campobasso), Palazzo Chiarulli, (Antologica di Grafica e Pittura).
“Il cappello alla Rembrandt, Omaggio a Dino Campana”, Campobasso, Convitto Nazionale “M. Pagano”.
2001 – L’Aquila, Castello Cinquecentesco (Antologica di Pittura e Grafica).
2002 – Campobasso, CONI – Comitato Regionale del Molise (acqueforti, dipinti e disegni
acquerellati su soggetto sportivo).
2003 – “L’evento sportivo”, Campobasso, Circolo Sannitico; Firenze, Galleria “Centro storico”.
2006 – Campobasso, Università degli Studi del Molise, “La realtà come metafora”.
2008 – Campobasso, Convitto Nazionale “Mario Pagano”, “Fratianni e la Vita Nuova”.
2010 – “Il gesto sportivo come azione poetica”, Castelpetroso (Isernia), Centro Messeguè.
2013 – “Don Chisciotte e gli Invincibili”, Montagano (Campobasso), Pro Loco Faifoli.
2014 – “Domenico Fratianni: I segni dal profondo”, Roma, Istituto Nazionale per la Grafica (Calcografia); Campobasso, Fondazione Molise Cultura. Rassegna antologica di Pittura e Grafica in occasione del 50° anno di attività artistica.
2019 – “Le voci di dentro”, Antologica di Pittura, Matera, Capitale della Cultura Europea,
Circolo “La Scaletta”.

Alla fine degli anni ’90, dall’incontro tra Fratianni e Giorgio Trentin — anima dell’Associazione Nazionale degli Incisori Veneti con cui il primo collaborò per oltre mezzo secolo — nacque la Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di Campobasso. Una “storia d’amore” lunga, oramai, più di vent’anni. Per il suo fondatore la Biennale doveva essere parte di “un’operazione culturale capace di coinvolgere tutti coloro che amano il richiamo dell’Arte” portandoli in Molise, una terra considerata come un “anello di congiunzione tra il Mezzogiorno d’Italia” e il resto del Paese e capace di proiettarsi anche in uno scenario internazionale.

Le edizioni nelle quali il Maestro lavorò spesso in solitaria furono piene di difficoltà ma furono affrontate con una convinzione e una determinazione fuori dal comune.
È stato grazie a tanta tenacia che la Biennale, nel corso della sua storia, ha potuto omaggiare grandi incisori del Novecento scomparsi come Luigi Guerricchio, Leonardo Castellani, Giuseppe Zigaina e Virgilio Tramontin.
Domenico Fratianni, che in gioventù era stato anche docente, ha sempre pensato alla Biennale come ad un elemento di stimolo per il mondo studentesco, in relazione con l’Università del Molise, i Licei artistici e l’Istituto d’Arte.
“È così che si disegna un futuro più degno di essere vissuto”.